ilcorpoindocile

Le premesse del seminario e del numero speciale di Marea

InUncategorized su 23 luglio 2009 a 14:11

IL CORPO INDOCILE:
autodeterminazione nelle scelte della vita e del fine vita

Non c’è dubbio che la vicenda Welby prima e quella più recente di Eluana Englaro poi abbiamo riproposto, nonostante le rimozioni operate dalla politica (e in parte anche dalle organizzazioni della società civile e culturale italiane), il tema della scelta sul proprio corpo, in ogni fase della vita e quindi anche nella sua fase terminale.

L’Italia sconta un ritardo, e una endemica tensione rimottiva e censoria su questi temi, non solo grazie alla pervasiva presenza culturale e politica della Chiesa cattolica, ma anche perché da qualche decennio le correnti critiche laiche e dei diversamente credenti hanno cessato di fare pressione su questi argomenti.

Nella generale anestetizzazione della società italiana, iniziata un ventennio or sono, è andata persa la pratica condivisa della messa a fuoco delle priorità secondo il parametro del privato come politico, suggerita e indicata dal movimento delle donne, che ha fatto della centralità del corpo uno dei perni sui quali far girare l’analisi e la conseguente prassi: per questo tutte le tematiche che insistono sulle scelte individuali e sulla libertà di scelta, che poi diventano anche terreno comune della collettività, non possono essere disgiunte da un ragionare che, in primo luogo, parte dalla concretezza della corporeità.

Non è un caso che proprio i movimenti delle donne abbiamo sempre messo in primo piano non solo la necessità di partire dal corpo anche e soprattutto se si parla di vita e di morte, ma anche abbiano sempre perseguito, quando si è percorso il cammino legislativo, la strada normativa più aperta e inclusiva possibile.

I movimenti delle donne non hanno mai chiesto leggi escludenti, né per la regolamentazione dell’interruzione della gravidanza, né per la procreazione assistita.
Il principio è sempre stato quello di permettere, laddove ce ne fosse il bisogno, che il soggetto femminile potesse accedere a dei servizi.

Anche sulla questione del fine vita le richieste sono sempre state ispirate a questo principio; lo stesso padre di Eluana, Peppino Englaro, ha sempre detto di volere seguire il desiderio della figlia nel non essere tenuta in vita artificialmente, e mai ha sostenuto che questa fosse l’unica visione e scelta possibile.

Da parte delle forze politiche e culturali che sostengono, al contrario, “la difesa della vita” non ci sono spazi per l’interrogazione laica circa l’autodeterminazione su di sé:
l’etica è di fatto disincarnata, risponde a principi non umani e non umanizzabili, e risolve ogni auspicabile domanda sui temi dell’etica e della scelta con il dover essere della vita ad ogni costo (sia nel dare la vita come nel finirla) perché essa non è nelle mani delle donne e degli uomini, ma bensì in quelle delle varie declinazioni del divino, in particolare nelle tre religioni rivelate.

Parliamo dell’esperienza umana concreta e irripetibile delle vite che si dipanano nei giorni e nelle attese, tra desideri realizzati, timori infondati e speranze deluse, ancorata a relazioni che ne conoscono il senso e le danno significato. Parliamo a partire dalla nostra esperienza umana incarnata in un corpo di donna, e sappiamo che non è solo questione di integralismo religioso. Al desiderio consapevolmente espresso da Eluana di non essere mantenuta in uno stato vegetativo attraverso un complesso apparato di tecniche e pratiche mediche invadenti e invasive, a quel corpo femminile indocile, il presidente del consiglio in persona ha opposto che era un corpo capace di generare. Le ha opposto il principio di autorità patriarcale che è all’origine del conflitto tra i sessi e al quale deve conformarsi la vita delle donne: l’autorità del Padre sulla filiazione. La volontà di riaffermare e di imporre a tutte e tutti quella stessa autorità con la forza della legge non è del resto all’origine del divieto di ricorrere a donatori esterni alla coppia per la fecondazione assistita?

Nel silenzio assordante calato dopo la morte di Eluana, rotto raramente da poche voci e gravato comunque dal peso della proposta referendaria, che rischia di essere un boomerang come lo fu, in assenza di un vero dibattito informativo e formativo, quello sulla legge 40, alcune donne e la rivista Marea sentono il bisogno di gettare se possibile un po’ di luce sul buio e sul silenzio pauroso che incombe su argomenti che dovrebbero essere al centro del dibattito perché in realtà sono al centro delle vite di chiunque.

L’intento è quello di raccogliere in un numero monotematico, come nella tradizione di Marea, da una parte racconti in prima persona di donne e uomini che hanno vissuto passaggi cruciali a livello personale sul tema dell’autodeterminazione nella vita e nel fine vita, per dare corpo con le narrazioni ad argomenti che di solito sono incorporei, e rubricati sotto l’astratta voce di ‘etica’. Dall’altra si vuole chiedere alcuni contributi di pensiero a esperte, italiane e non, sul terreno della giurisprudenza, dell’etica, della scienza , della medicina e della filosofia, per offrire strumenti a chi legge, rafforzando la presenza di voci femministe autorevoli che aiutino a ridare senso alle battaglie laiche sul corpo e la libertà di scelta.

Il testo dovrebbe anche servire, proponendolo come spunto, per facilitare incontri e dibattiti pubblici nel paese, riattivando così un dialogo pubblico che stenta a decollare.

Il volume è curato da Monica Lanfranco e Laura Guidetti, della redazione di Marea, e da Erminia Emprin Gilardini, del Forum delle donne di Rifondazione comunista.

Dove si svolge il seminario

InUncategorized su 29 luglio 2009 a 12:31

CARANZANO, (AL)

Come arrivare: In treno la stazione d’arrivo è Acqui terme, che dista 6 km da Caranzano. Facendo sapere l’orario organizziamo navette. In auto si esce a Ovada e si prende per Acqui Terme, poi Cassine, e al bivio si gira per Caranzano. La casa è subito dopo la chiesa.

Sistemazione:

Stanze da 2/3/4 posti letto con bagno al piano più colazione, fino a esaurimento.
(30 euro). Disponibili altri posti letto in dependance accanto alla casa principale in grande spazio in comune, con bagno, sempre con colazione. (20 euro).
Cene vegetariane su prenotazione: 10 euro.La quota di partecipazione, che comprende la cartellina, buffet. merenda, e cestino per il ritorno è di 20 euro.

Prenotazioni e informazioni: Monica Lanfranco 347 0883011, Laura Guidetti 333 3444869  mail monica.lanfranco@gmail.com; lauraguidetti@aliceposta.it

ALTRE INFO AI SITI www.altradimora.it, www.mareaonline.it

Il seminario di approfondimento

InUncategorized su 29 luglio 2009 a 12:21

Il corpo indocile – autodeterminazione nelle scelte

della vita e del fine vita

Caranzano (Al) 11,12,13 settembre 2009

PROGRAMMA
Prima parte – sabato 9.45 – 10.00/10.00 – 10.15

Introduzione dell’incontro
(a cura di Monica Lanfranco, Laura Guidetti e Erminia Emprin Gilardini)

Perché questo seminario; tra diritti individuali e leggi dello stato; il corpo nella scena pubblica

10.15 – 10.30
Lidia Menapace

Essere singole, essere in relazione.

10.30 – 10/45
Cecilia Cortesi Venturini

Il ruolo del genere nell’inizio e nel fine vita

10.45 – 11.00

Mina Welby

Morire di Stato

11.00 – 11.15

Erminia Emprin Gilardini

Nascere e morire in Italia:tra biografie e disciplinamento
dei corpi

11.30 -13.00

Discussione

Seconda parte sabato

14.45 – 15.00/15.15

Barbara Mazzotti/Elena Del Grosso

Biopolitiche e scienza partecipata con parola di donne

15.30/15.45

Marina Mariani

La rappresentazione del corpo oltre i propri confini

15.45 -16.00

Ileana Alesso

Legge 40: aspetti giuridici tra diritto e consapevolezza

16.15 – 16.30

Sandra Morano

Dare la vita tra tutela e desiderio.

16.30 – 16,45

Rosangela Pesenti

Il corpo è l’anima

16.45 17.15 Merenda

17.15 – 19.30 Discussione

Cena su prenotazione

Terza parte domenica

Restituzione collettiva

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